Antologia # 1 – Bruno Leoni

“Lo schema generale del diritto romano (…) [deve] essere cercato nel diritto civile, un insieme di principi sviluppato e gradualmente affinato da una giurisprudenza plurisecolare, con una scarsa interferenza da parte del corpo legislativo. (…) Il diritto romano, pur non essendo una serie di regole espresse con precisione paragonabili a quelle di un codice scritto, aveva una certezza tale da mettere i cittadini in grado di fare liberamente e con fiducia progetti per il futuro. Il giurista romano era una specie di scienziato: gli oggetti della sua ricerca erano le cause che i cittadini sottoponevano al suo studio (…). Il diritto privato romano era qualcosa che doveva essere descritto o scoperto, non qualcosa che dovesse essere decretato – un mondo di cose che esistevano, e facevano parte della comune eredità dei cittadini romani. Nessuno promulgava queste leggi, e nessuno poteva cambiarle esercitando il suo arbitrio personale. Questo non significa immutabilità, ma certamente nessuno andava a letto la sera facendo i suoi progetti sulla base di una norma esistente, solo per alzarsi la mattina dopo e scoprire che la regola era stata rovesciata da una innovazione legislativa.

In Inghilterra le corti di giustizia non potevano facilmente decretare norme arbitrarie, perché non furono mai in posizione di farlo in modo diretto, cioè nella solita maniera repentina, ampia e imperativa dei legislatori. (…) Inoltre, esse non potevano decidere nulla che non fosse stato loro sottoposto da privati. (…) Ne risultava che i giudici erano più nella posizione di spettatori che in quella di attori dl processo di formazione del diritto, e per giunta erano spettatori cui non era permesso vedere tutto quello che accadeva sul palcoscenico. I cittadini privati erano sul palcoscenico, la common law era sopratutto ciò che essi ritenevano legge. I cittadini comuni erano i veri attori in questo campo, come lo sono ancora nella formazione del linguaggio e, almeno in parte, nelle transazioni economiche”.

da La Libertà e la legge

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